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sabato 18 aprile 2015
venerdì 27 marzo 2015
Verbale dell'incontro allargato del Gruppo Coordinatore del Patto Città Consapevole del 26 marzo 2015
Verbale
dell'incontro allargato del Gruppo Coordinatore
del
Patto Città Consapevole del 26 marzo 2015
Presenti: Anna Ruocco, Cino Casson, Sergio Piovesan,
Marcello Cerasuolo, Gianni Visentin,
Franca Caltarossa, Valentina Piccinini, Riccardo Bermani, Giulia Molino,
Alberta Boccato
Vengono date alcune
delucidazioni ai nuovi intervenuti sulle finalità del Patto, il luogo, la Scoleta,
da gestire in comune, e l'obiettivo di creare sinergie e collaborazioni tra le
associazioni. Marcello Cerasuolo si presenta brevemente, chiede alcuni
chiarimenti, e rileva come sia necessario un lavoro di aggregazione e di
stimolo.
Franca Caltarossa si
chiede quale possa essere il suo ruolo nel Patto e le viene proposto di
considerare il problema degli spazi
dedicati ai bambini in città, e di definire uno schema sul quale lavorare.
Si insiste sul fatto
che ogni soggetto si deve porre il problema di come gestire lo spazio comune.
Viene chiesto a
Cerasuolo se può avanzare qualche proposta per quanto riguarda i problemi di
difesa della città, e indicare chi possa contribuire a trattare tali tematiche.
Gianni Visentin,
presidente di FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) afferma di avere
difficoltà ad avanzare proposte che non siano legate a un'esibizione o che non
siano esposizioni conferenziali. Viene proposto di vedere il teatro in rapporto
alla città come strumento di comunicazione, di manifestazione artistica, di
socializzazione, e di considerare le varie modalità in cui il teatro si
presenta. Si ricorda che ci sono filoni teatrali che si occupano della città.
Possono essere previsti insieme momenti di presentazione e di esibizione.
I rappresentanti di Gatarigole
ricordano che intendono promuovere un incontro
sul destino di San Giacomo, e fanno presente che persiste un problema di
inserimento. Illustrano brevemente la loro attività (attività in campo,
baratto, recupero vecchie imbarcazioni, ecc.); il loro obiettivo è quello di
creare un tessuto vivo condiviso. Chiedono un incontro alla Scoleta per
la prima settimana di maggio.
L'attività alla Scoleta
proseguirà indipendentemente dalla situazione cittadina.
Il prossimo incontro è
in calendario per il 16 aprile.
Gianni Visentin
segnala l'attività teatrale al Teatro dell'Avogaria il prossimo fine settimana
(Variazioni enigmatiche).
lunedì 23 marzo 2015
Verbale dell'incontro allargato del Gruppo Promotore del 19 marzo 2015
Verbale
dell'incontro allargato
del
Gruppo Promotore
del
del 19 marzo 15
Presenti: Cino Casson, Guia Varotto, Stefania Bragato,
Federica Pradella, Tiziano Ciao, Riccardo Bermani, Anna Ruocco, Alberto
Madricardo, Renata Firpo, Paola Bruna, Giulia Dalla Bella, Gianemilio Perdibon,
Enrico Ricciardi, Valentina Piccinini, Sergio Piovesan, Alberta Boccato
Va predisposto un calendario a lunga
scadenza, cercando di far sì che le associazioni, oltre a utilizzare lo spazio
come vetrina, si sentano impegnate a
definire un terreno condiviso, a creare sinergie, uscendo dal loro
definito contesto, e contribuendo a migliorare la coesione sociale.
Si solleciteranno varie realtà a
proporre tematiche volte a creare un'immagine della città, sviluppando
collaborazioni.
Si propone di mettere insieme le
iniziative già in cantiere definendo una tavola sinottica. La programmazione
dovrebbe essere a lunga scadenza, ma con un filo conduttore, che attraverso vari
tasselli, dia un'immagine d'insieme di città.
Si solleciteranno i vari soggetti a
proporre le loro iniziative. L'associazione Nemus si offre di gestire la
giornata introduttiva, dedicata alla delucidazione del tema affrontato.
Uno dei temi da affrontare riguarda una
valutazione del Carnevale, che risulta secondo il Patto un momento di
espropriazione della città, coinvolgendo gli enti e le associazioni che intervengono nella sua
organizzazione.
Si ricorda che l'ass. “Poveglia
per tutti” aveva proposto un intervento su “il bene comune”.
Il Patto continuerà la sua attività a
prescindere dalla politica, considerato che è la società civile che non sa
esprimere il proprio disagio, riportando i problemi personali in un contesto
generale. Le associazioni dovrebbero non solo affacciarsi alla “vetrina” offerta loro dalla Scoléta, ma ricercare un impegno a
condividere permanentemente lo spazio comune, ogni associazione dovrebbe
sentirlo come suo problema e inserire nella sua programmazione la gestione
dello spazio dei Calegheri.
Si ribadisce che anche una definizione
temporale aiuta una visione d'insieme, mettendo insieme tasselli di un'unica
realtà.
La finalità condivisa riguarda il potere
dell'associazionismo, vale a dire arrivare a un riconoscimento reciproco della
capacità di incidere sul tessuto cittadino. L'associazionismo parte dal basso e
ha infinite possibilità di relazione, e costituisce di per sé una risorsa.
Si insiste sul significato di gestire in
comune uno spazio pubblico, e sul fatto che è compito delle associazioni
assumersi questo ruolo, va elaborata una nuova idea di interesse generale, al
di là degli interessi di categoria, di gruppo.
In maggio il tema trattato nel
Laboratorio sarà il disagio. Il 30 aprile l'insieme di associazioni che va
sotto la denominazione di Gatarigole presenterà l'iniziativa che intende
proporre con il titolo di “Un seme di
operosità da S. Croce verso la città”. I rappresentanti di Gatarigole informano che intendono aprire le porte dei
laboratori e delle attività della zona, proiettare un video, dare vita a un
evento coinvolgente.
Viene chiesto loro di teorizzare le loro
iniziative, definendo l'elemento comune delle varie attività, il terreno
condiviso. L'obiettivo è quello di tenere viva la città. Vengono anche invitati
a pensare come utilizzare permanentemente lo spazio offerto dal laboratorio per
sviluppare le loro iniziative.
Viene segnalata l'attività del 26 marzo
volta a mappare e progettare insieme lo spazio pubblico per rivitalizzare
l'area di Sant'Alvise.
Interviene una rappresentante del
Comitato di San Giacomo (Giulia Dalla Bella)
che fa presente che le attività nella zona vengono fatte senza informare
i residenti e spesso senza rispettare i diritti delle persone del posto.
Cino Casson ribadisce l'opportunità di
far divenire la Scoléta un luogo di
confronto, di individuare i diversi settori di espressione del disagio, che
peraltro sono diversi a Venezia e a Mestre.
Enrico Ricciardi solleva il problema
della visibilità, di arrivare cioè a sensibilizzare chi è al governo della
città, coinvolgendo la Municipalità come primo soggetto, facendo uscire le idee
e dando loro adeguata risonanza.
Nemus, nell'ambito del Patto inviterà le
associazioni a confrontarsi sulle categorie del disagio, ricercando possibili
sinergie.
Venezia, al quarto posto tra le città
più conosciute al mondo, ha la risorsa dell'immagine da gestire.
Si fissa per il 16 aprile il prossimo
incontro.
* * *
Patto
per la città consapevole
Laboratorio
della città
Aree
tematiche in elaborazione
Disagio
della città
Granello di senape, Metabolé, Nemus
Il
carnevale
Beni
comuni Ass. Poveglia ecc.
I
giovani a Venezia
(Gatarigole ecc.)
Mappings:
rivitalizzazione di un settore della città (Cannaregio) attraverso la
cooperazione di soggetti diversi (IUAV, Liceo
Guggenheim, ecc.)
Salvare
la città?
Fare
teatro a Venezia
Bambini
a Venezia
La
carta della comunità veneziana
venerdì 6 marzo 2015
Verbale della riunione del Gruppo Promotore del Patto Città Consapevole del 5 marzo 2015
Verbale della riunione
del
Gruppo Promotore del
Patto
Città Consapevole
del 5 marzo 2015
Presenti: Anna Ruocco, Erika De Dea, Sergio Piovesan, Alberto Madricardo, Lorenzo
Pesola, Francesco Macaluso, Alberto Madricardo, Guia Varotto, Maria Teresa
Sega, Alberta Boccato
Viene illustrata la natura e l'attività del
Patto ai due esponenti di “Poveglia per
tutti”, e segnalata la disponibilità della sala alla Scoléta nei giorni di martedì e giovedì in accordo con la
Municipalità.
Viene proposto di organizzare degli incontri
nell'ambito del Laboratorio, di cui viene spiegata la funzione. L'obiettivo è
quello di esporre le proprie esperienze e di creare sinergie con chi opera
all'interno di un dato ambito per promuovere progetti comuni.
Si sottolinea che una delle difficoltà è
costituita dall'attaccamento al ruolo, si tratterebbe di trovare un metodo che
permettesse di superare la tendenza al protagonismo in vista di un ampio
confronto.
Nel tentativo di creare sinergie si è visto
che si parlano dialetti diversi, per questo il Laboratorio cerca di trovare un
humus comune dove iniziare a dialogare.
Può servire a stimolare la partecipazione di
più gruppi o associazioni la proposta di un progetto già definito di massima,
evitando incontri per stabilire le regole del processo, come è stato fatto nel
caso di Gatarigole.
Si vedono temi possibili da prendere in
considerazione quali il problema della laguna, un bilancio del Carnevale,
Venezia turistica.
L'arch. Pesola dichiara la disponibilità a una
discussione su due temi, e precisamente: la laguna come difesa dell'ecosistema
e la difesa del bene pubblico, e auspica la costituzione di una coordinazione
permanente dei gruppi che operano nel settore. Il tema Venezia e la laguna può
coinvolgere varie associazioni e interessi al fine di capire qual è il rapporto
tra Venezia e la sua laguna.
Si sottolinea l'importanza di gestire in
comune uno spazio pubblico (la Scoléta).
M.Teresa Sega esprime la sua esigenza di
stimolare una riflessione sul Carnevale grande evento e sui flussi turistici,
dato che il Comune ha finanziato il
carnevale per promuovere ancora più turismo. Il Carnevale risulta ormai
artificioso, non nasce più dalla vitalità della città, ma risulta un'attività
commerciale dannosa. Si sottolinea il fatto che ogni grande evento deve essere
integrato nel tessuto cittadino. Si propone di effettuare un incontro invitando
anche le associazioni che si occupano di organizzare il Carnevale prendendo in
esame l'evoluzione del Carnevale, la sua falsificazione e i risvolti economici.
Si invierà lettera di invito ai comitati di quartiere e ad altri soggetti
interessati da individuare.
Si ritorna alla possibile partecipazione di “Poveglia per tutti”, aggiungendo come
tema da trattare nel Laboratorio “I beni
comuni”, creando un momento di definizione, uno di descrizione delle
esperienze, e uno di sintesi che portino a una conclusione, a una progettazione
comune.
Francesco Macaluso propone di coinvolgere
anche soggetti della terraferma “che
guardino l'acqua”
(es. Salsola).
Si predisporrà un elenco di soggetti che
possono essere coinvolti, prevedendo un incontro in aprile per programmare
degli interventi in ottobre.
L'arch. Pesola propone come tema “Come realizzare l'art. 118*”, vale a
dire come realizzare la sussidiarietà orizzontale, invitando a fare proposte in
base all'esperienza, superando la frammentarietà.
Il 19 marzo l'incontro ha come tematica il
disagio cittadino. Il successivo incontro si terrà il 16 aprile.
Anna Ruocco contatterà Gatarigole per
definire il loro intervento in merito a
1) laboratorio sui giovani a Venezia,
2) ricreare l'attività in campo, che
dovrebbero avere luogo in maggio.
Ci dovrebbe essere un preventivo momento di
confronto e di illustrazione, che era previsto per il 30 aprile. Serve
conferma.
* Art. 118
Le funzioni amministrative sono attribuite ai
Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a
Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di
sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Città
metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle
conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di
coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del
secondo comma dell'articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e
coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province
e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati,
per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio
di sussidiarietà.
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